Responsabilità e competenza

L’azienda sarà esaminata con l’obiettivo di identificare le sue specificità ambientali e produttive: i vigneti e il loro potenziale qualitativo, la localizzazione ed il tipo di suolo, le strutture di trasformazione;  anche le aree non destinate alla coltivazione saranno oggetto di indagine. L’obiettivo è di far emergere le peculiarità utili a predisporre un piano adatto alla realtà aziendale economicamente vantaggioso e rispettoso dell’ambiente.Le strategie di sviluppo dell’azienda sono programmate attraverso obiettivi di miglioramento continuo che verranno sviluppati in sintonia con le capacità maturate nel corso dell’applicazione del protocollo.La formazione di base e la condivisione del progetto verranno incrementate attraverso lo scambio ed attraverso incontri di approfondimento.

Protezione e conservazione del suolo

La gestione del suolo serve ad evitare il suo deterioramento, la perdita di sostanze nutritive, a favorire lo sviluppo della parte attiva dello stesso e a creare le condizioni per un corretto sviluppo delle piante.Si dovranno adottare tutte le misure necessarie per rispondere alle esigenze di preservazione dei suoli scegliendo le più utili per rispondere alle specificità aziendali. Le modalità utilizzabili sono la lavorazione, la pacciamatura e l’inerbimento. La scelta dovrà essere studiata in relazione al rischio di erosione, alla tipologia di suolo e agli obiettivi enologici.La pratica dell’inerbimento, pur non escludendo le altre, è auspicabile per via dei suoi benefici a livello qualitativo ed ambientale. È obiettivo dell’associazione ridurre il compattamento del terreno sia con l’inerbimento sia attraverso la riduzione dei passaggi dei mezzi meccanici.La preparazione dei terreni per nuovi impianti, oltre ad essere eseguita secondo la normativa vigente, deve essere attuata nel rispetto dell’ambiente senza apportare modificazioni sostanziali dal punto di vista agro-colturale e paesaggistico.L’apporto di sostanza organica nella fase d’impianto è ritenuto utile al miglioramento e mantenimento della fertilità del suolo.La scelta delle varietà e dei portainnesti deve essere consona alle caratteristiche ambientali e deve essere certificata.La sistemazione a rittochino in suoli con pendenze elevate è sconsigliata per via della propensione all'erosione e, nel caso non possa essere evitata, i filari vanno inerbiti.Anche le superfici non direttamente interessate alla coltivazione saranno oggetto di appropriata manutenzione al fine di mantenere aree ad elevata biodiversità ambientale.

Verso un vino a impatto zero

Il controllo delle malattie, inscindibile dall’attività produttiva, consente di ottenere quantità corrette e produzioni qualitativamente valide. Occorre però orientare la strategia di lotta verso sistemi integrati che privilegino la lotta agronomica e biologica e mirino a ridurre il numero dei trattamenti. L’Azienda deve mettere in atto un piano di osservazione, sia individuale che collettivo, facendo riferimento a servizi esterni o aderendo a servizi previsionali che forniscano indicazioni sulla necessità d’intervento.La tracciabilità delle operazioni colturali di difesa è strumento fondamentale per una corretta gestione della stessa.La scelta dei prodotti da utilizzare deve essere orientata alla riduzione dell’impatto ambientale e deve collocarsi all’interno delle linee guida fornite dall’associazione. I principi attivi saranno selezionati prendendo in considerazione la classe tossicologica, i residui ammessi, i tempi di dimezzamento, le frasi rischio e gli effetti collaterali. È fatto obbligo utilizzare solo i presidi sanitari registrati per la coltura da trattare, tenendo conto delle restrizioni imposte dai PSR regionali e di quelle più severe e meno impattanti imposte da questa associazione. Le linee guida dell’associazione sono orientate all’esclusione dei principi attivi con tossicità più elevata e nel contempo alla riduzione di quelli di media pericolosità attraverso la sostituzione degli stessi con prodotti identificati come non classificati o biologici, il tutto supportato da una sana lotta agronomica. Sono stati comunque esclusi tutti i formulati commerciali dannosi per la salute umana e recanti le seguenti frasi di rischio: R 40, R 48, R 60, R 61, R 62, R 63, R 66, R 67, R 68.

Qualità, sicurezza e valorizzazione dei prodotti

L’obiettivo dell’associazione è quello di produrre vini sani, di qualità elevata e che siano espressione del territorio. La corretta gestione della vigna deve essere orientata all’adozione di pratiche viticole sane, per avere piante in perfetto equilibrio, in grado di produrre le giuste quantità e di assecondare i processi di maturazione.La giusta maturità e l’integrità dell’uva sono essenziali per poter elaborare vini in grado di raggiungere autonomamente elevati equilibri qualitativi. Consapevoli che la qualità nasce in vigna, ma che i processi di trasformazione e di affinamento la possono esaltare, dedichiamo tutte le attenzioni possibili anche a questa fase.Vengono favorite le pratiche enologiche tradizionali e incentivato il ricorso a fattori fisici. L’uso di additivi non dannosi è ammesso, ma vengono premiate le pratiche orientate alla loro riduzione.L’analisi qualitativa dei vini così ottenuti garantisce la qualità, l’aderenza alla varietà e al territorio, mentre l’analisi dei residui garantisce il rispetto dell’ambiente e la sanità del vino. L’obiettivo non è quello di avere dei residui entro i limiti legali, ma di eliminarli totalmente e garantire al consumatore un vino esente da sostanze non naturali.

Preservazione e conservazione delle risorse naturali e tutela del paesaggio

L’acqua, il suolo e l’aria sono risorse preziose. La modalità di gestione delle acque reflue e dei rifiuti è parte qualificante dei progetti di sostenibilità e deve essere orientata alla loro riduzione e ad uno smaltimento poco impattante. Le acque reflue prodotte in cantina dovranno essere smaltite nel rispetto della normativa nazionale o locale. L’associazione incentiva il recupero e l’utilizzo per uso agricolo delle acque provenienti dai lavaggi effettuati in cantina.I sottoprodotti e gli scarti aziendali devono essere considerati una risorsa e possibilmente destinati al riutilizzo aziendale. È fondamentale la conoscenza dei tipi di residui prodotti in azienda e la loro classificazione in funzione della loro pericolosità e/o destinazione. Per ogni tipologia deve essere praticata la modalità di smaltimento prevista dalla norma e conservarta la tracciabilità. La predisposizione di un luogo per il deposito degli stessi non sarà obbligatoria, ma risponde anche al requisito di ordine e pulizia dell’ambiente nel raggio visivo attorno all’azienda.Particolare attenzione dovrà essere dedicata alle attrezzature utilizzate per la distribuzione dei prodotti sulla pianta. Queste devono tecnicamente soddisfare il requisito di ridurre l’impatto ambientale ed essere utilizzate con l’obiettivo di diminuire i volumi di acqua e le derive. Le acque di lavaggio delle attrezzature devono essere recuperate e riutilizzate.L’efficienza delle attrezzature di distribuzione deve essere compatibile rispetto alla normativa vigente, mentre l’efficacia della distribuzione dovrà essere verificata in campo con l’aderenza alle indicazioni d’utilizzo fornite dal costruttore, ed essere orientata alla riduzione degli interventi.

Dodecalogo

L’azienda aderente si impegna a dare sostanza ai seguenti comportamenti

 

  1. Conduzione del vigneto con tecniche a basso impatto ambientale;

  2. Riduzione delle risorse utilizzate;

  3. Tracciabilità delle pratiche svolte in vigneto e in cantina;

  4. Sostenibilità economica ed innovazione;

  5. Rispetto del paesaggio e della biodiversità;

  6. Rispetto del lavoratore e sua sicurezza;

  7. Nessun utilizzo di prodotti residuali, di mancozeb e prodotti appartenenti alle classi tossicologiche T+, T, Xn;

  8. Nessun utilizzo dei fitofarmaci dannosi per la salute umana, identificabili con le frasi di rischio (R 40, R 48, R 60, R 61, R 62, R 63, R 66, R 67, R 68);

  9. Nessun utilizzo di additivi enologici OGM e allergeni e pratiche di forzatura enologica;

  10. Riduzione della quantità di solfiti ammessi;

  11. Corrispondenza organolettica e varietale dei vini prodotti;

  12. Superamento del controllo multi residuale di tutti i vini aziendali;

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Linee guida per uno sviluppo sostenibile

 

Le linee guida del nostro percorso si concretizzano in un sistema di gestione delle attività produttive secondo le più avanzate conoscenze scientifiche e secondo le esperienze consolidate nel corso degli anni. Il protocollo operativo è orientato a calibrare ogni intervento, facendo coincidere le esigenze aziendali con quelle della sostenibilità ambientale.

Ente di riferimento                Ente certificatore

Bio-Service

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